I massoni conoscono bene i numerosi Fratelli pionieri e influenti che sono entrati nell’Ordine prima di loro. Pochi, tuttavia, hanno mai lasciato un’eredità così commovente come Wolfgang Amadeus Mozart, il famoso compositore che ha cambiato per sempre la musica occidentale. In questo articolo analizziamo la sua vita, la sua breve ma appassionata esperienza nella massoneria e come questa abbia influenzato la sua carriera.
Infanzia e carriera
Wolfgang Amadeus Mozart è universalmente considerato uno dei più grandi compositori della storia della musica occidentale. Mozart nacque a Salisburgo, in Austria, il 27 gennaio 1756. Suo padre, Leopold, scoprì il grande talento di cui era dotato il figlio, lo incoraggiò e ne seguì la formazione in ogni modo possibile. Sorprendentemente, aveva già iniziato a comporre musica all’età di cinque anni e da quel momento in poi ha prodotto alcuni dei brani più belli che il mondo abbia mai ascoltato. Trascorse la sua giovinezza esibendosi per la nobiltà in tutta Europa e componendo sonate, concerti e opere liriche.
Ciò che lo rendeva unico era il fatto che Mozart componesse personalmente tutta la sua musica ed eccellesse in tutti i generi musicali del suo tempo, a differenza di tutti gli altri compositori della storia. Tra le sue opere più notevoli figurano Le nozze di Figaro, Don Giovanni, Il flauto magico, Così fan tutte e la Sinfonia Jupiter. Gran parte dell’opera di Mozart trae origine dai valori e dalle convinzioni della Massoneria. Nel corso della sua carriera compose numerosi brani musicali per le logge e per vari rituali massonici. Secondo Robert Levin dell’Università di Harvard, esperto del celebre compositore, l’ultimo brano che completò prima della sua morte fu il K.623, la «Piccola cantata massonica».
Entrare a far parte della massoneria
Mozart fu iniziato alla massoneria austriaca il 14 dicembre 1784 nella Loggia “Zu Wohltätigkeit” di Vienna. All’epoca aveva 28 anni. Ben presto divenne Maestro Massone e rimase un fratello leale e impegnato fino alla sua morte, avvenuta nel 1791. Gli esperti sostengono che fosse indicato in un elenco dei membri come massone di terzo grado e che fosse un frequentatore molto assiduo della sua Loggia.
Non si sa con esattezza come Mozart sia entrato in contatto per la prima volta con la massoneria. Proveniva tuttavia da una famiglia massonica: sia suo suocero che suo cognato erano massoni. Come osserva Levin, Mozart era attratto dalle logge massoniche «per il loro interesse per la dignità umana e la libertà».
L’impegno di Mozart nei confronti della massoneria risulta evidente dalla sua iscrizione all’ordine proprio durante il periodo in cui la Chiesa cattolica aveva vietato la massoneria.
Papa Clemente XII ne aveva vietato l’adesione nel 1738, ma non vedendo alcun conflitto tra le due cose, Mozart sfidò gli ordini della Chiesa e si unì alla massoneria. Rimase un devoto cattolico e compose più di 60 brani di musica sacra per la Chiesa cattolica romana, alcuni dei quali sono tra le partiture liturgiche più famose della storia occidentale.
L'influenza massonica di Mozart
La massoneria ebbe un forte impatto sulla vita di Mozart, come si evince da diverse sue composizioni musicali. Scrisse almeno otto composizioni per i massoni, tra cui la sua “Freemason’s Funeral Music”. Gli esperti rilevano inoltre influenze massoniche nella sua famosa opera «Il flauto magico». Per chi ha studiato la sua vita e la sua opera, è evidente che Mozart facesse uso consapevole di temi e simbolica massonica nella sua musica.
Sebbene Mozart abbia lasciato in eredità la sua fama di uno dei più grandi compositori di tutti i tempi, verso la fine della sua vita non godeva di grande prestigio. Trascorse gli ultimi anni sommerso dai debiti e, a volte, in preda alla depressione. Morì tragicamente all’età di 35 anni e fu sepolto in una tomba senza nome, senza alcun riconoscimento da parte della società. A causa delle sue difficoltà, Mozart si rivolgeva spesso ai suoi fratelli in cerca di sostegno finanziario e morale, e cercava spesso conforto anche in varie logge durante i suoi periodi in tournée.
Nonostante l'infelice epilogo della sua vita, Mozart ha lasciato un'eredità eterna attraverso la sua musica. Le sue opere continuano ancora oggi a ispirare innumerevoli persone e nuove generazioni in tutto il mondo. Un uomo dalla creatività e dall'influenza senza pari: siamo orgogliosi di poterlo chiamare nostro Fratello.
Nel 1784 Mozart fu raccomandato dal suo amico e mecenate Otto von Gemmingen per diventare membro della Loggia di Beneficenza di Vienna. Secondo questo articolo, Mozart introdusse suo padre, Leopold Mozart, e il suo amico Franz Joseph Haydn alla massoneria.
«Quando Mozart fu ammesso, martedì 14 dicembre 1784, alla loggia viennese “Zur Wohltatigkeit” (“Beneficenza”), la massoneria in Austria contava già quarantadue anni. Vietata dalla Chiesa [cattolica romana] nel 1738, la sua sopravvivenza era dovuta soprattutto alla discrezione del sovrano; si trattava di Francesco I (originariamente Francesco Stefano), che era stato massone fino alla sua morte nel 1765, proprio come il re prussiano Federico II, nemico mortale della consorte e successore di Francesco, Maria Teresa. Lei vietò ripetutamente la massoneria, ma il movimento si rafforzò. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1780, salì al trono suo figlio Giuseppe II. A quel tempo, solo a Vienna c’erano quattordici logge, tra cui diverse di carattere esoterico o rosacrociano. Alla corte, tuttavia, operava il partito di opposizione fortemente razionalista, l’ordine segreto degli Illuminati, che intendeva infiltrarsi nella massoneria per promuovere i propri obiettivi anticlericali e repubblicani. Di fatto, sotto l’influenza degli Illuminati massonici, furono abolite le cacce alle streghe e furono attuate riforme nell’istruzione. Il centro segreto del movimento era la loggia d’élite «Zur wahren Eintract» («True Concord»), guidata dal suo gran maestro, il mineralogista Ignaz von Geboren. Mozart era lì ospite frequente e divenne allievo iscritto e successivamente maestro. Nel 1785 gli Illuminati convinsero l’imperatore a limitare drasticamente il numero delle logge per porre fine ad altre forme di massoneria. Il risultato di questo editto, il “Patente massonico”, fu tuttavia il controllo statale e l’immediata cessazione di tutte le attività. Nel 1800 la massoneria fu praticamente vietata da Francesco II e il divieto cessò di fatto solo con la proclamazione della Repubblica nel 1918.
Già al momento della sua iniziazione alla massoneria, Mozart ne conosceva le pratiche. Suo padre aveva intrattenuto, all’epoca, rapporti rischiosi con la massoneria, sotto il principe-arcivescovo di Salisburgo, un fondamentalista cattolico, e il sedicenne Wolfgang compose una cantata su commissione di una Loggia di Monaco di Baviera. Durante il suo soggiorno a Mannheim nel 1777, Mozart ricevette il sostegno di Otto Freiherr von Gemmingen, che in seguito sarebbe diventato il primo Venerabile Maestro a Vienna. Dopo il decreto di Giuseppe II, Mozart non voleva rassegnarsi al declino della massoneria, quindi intendeva ricominciare da capo fondando una società segreta chiamata «Die Grotte», The Grotto.
La musica e la massoneria di Mozart
Ancora oggi la massoneria ha priorità diverse, se non addirittura contrastanti: nei paesi a maggioranza cattolica dell’Europa romanica e dell’America Latina, l’Ordine si considerava un movimento riformista repubblicano e anticlericale, vietato e considerato un abominio dalla Chiesa. Nei paesi protestanti, invece, annoverava tra i suoi membri di spicco re, vescovi e presidenti. Nei quasi trecento anni della sua storia moderna, iniziata il 24 giugno 1717, giorno in cui cinque logge massoniche di Londra si fusero in un’unica Gran Loggia, non ha sostanzialmente cambiato orientamento.
L’obiettivo è lo stesso: la trasformazione delle persone, dalla pietra grezza a quella levigata, affinché facciano parte del tempio dell’amore universale per l’umanità. Il percorso rimane quello di Apprendista, Compagno e Maestro Massone.
Raggruppate sotto la United Grand Lodge of England, le logge regolari seguono i loro antichi rituali simbolici. E in queste logge si continua a utilizzare la musica.
Il canto è stato fin dai primi tempi un elemento centrale della massoneria e deriva dalle corporazioni dei muratori del Medioevo. Un’organizzazione intellettuale e culturale che progettava e costruiva cattedrali ed edifici, sopravvissuta a tutti gli oscuri dubbi della superstizione. Il committente, la Chiesa, fu la causa principale di questa oscurità. E così i maestri d’opera delle cattedrali si riunivano con i propri allievi in luoghi riservati dove potevano trasmettere la loro antica saggezza. Di primaria importanza nella simbologia massonica sono il numero 3 e il segno musicale «b».
Nella massoneria il tre è il numero più importante; la consonante B è legata al Tempio di Salomone, che simboleggia l’edificio ideale per l’umanità, ma anche la costruzione di un Tempio massonico. Le tonalità musicali che hanno tre note sono tuttavia il Mi bemolle maggiore e il Do minore, le tonalità musicali legate alla massoneria.
Il Fa maggiore è la tonalità fondamentale della massoneria; il Do minore è il simbolo della morte, mentre la tonalità pura di Do maggiore, che non ha tonalità, rappresenta la resurrezione dell’uomo illuminato al grado di Maestro Massone. Mozart ampliò ulteriormente questa simbologia delle tonalità. Per rappresentare il primo livello della massoneria, quello dell’Apprendista, Mozart utilizza spesso la tonalità di Fa maggiore, che ha un bemolle. Il secondo livello, quello del Compagno Massone, è indicato dall’uso del Si bemolle maggiore, che ha due diesis. Inoltre, Mozart introdusse la tonalità di La maggiore, che presenta tre diesis, nel canone massonico. Il suo concerto per clarinetto e il quintetto per clarinetto, entrambi in La maggiore, furono eseguiti in una Loggia. Mozart compose queste opere per essere eseguite dal virtuoso del clarinetto Anton Stadler.
Infine, anche le tonalità di Sol maggiore e Sol minore compaiono nelle opere massoniche di Mozart, probabilmente perché la consonante «g» ha un significato simbolico.
I canti massonici, solitamente accompagnati dal pianoforte o dall’organo, venivano intonati all’inizio e alla fine delle riunioni, così come durante il pasto che seguiva. Mozart compose tredici di questi canti massonici, ma cinque di essi sono andati perduti.
Mozart compose alcuni brani strumentali per accompagnare i rituali in loggia. Ne sono un esempio la Musica funebre massonica o l’Adagio K.410 e 411.
In opere non destinate alla Loggia, vengono occasionalmente utilizzati elementi massonici. È stato quindi ipotizzato che le ultime tre sinfonie di Mozart rappresentino i tre gradi della vita massonica. Le ultime tre sinfonie di Mozart sono la n. 39 in mi bemolle maggiore K.543, la n. 40 in sol minore K.550 e la n. 41 in do maggiore K.551, nota anche come Sinfonia «Jupiter». Si presti inoltre attenzione alle tonalità in cui sono scritte queste sinfonie alla luce del presente articolo: il Mi bemolle maggiore come chiave fondamentale della massoneria, dove il Sol minore ha un legame simbolico con la lettera «G» e l’
il Do maggiore, che simboleggia «l’ascesa dell’uomo illuminato al grado di Maestro Massone».
Di seguito un link a una playlist massonica dedicata a Mozart su YouTube:
Playlist YouTube: Musica massonica di Mozart
Thierry Stravers è comproprietario di Vrijmetselaarswinkel.
Ama unire la sua passione per lo stile e l’eleganza alle sue attività massoniche.
Thierry è proprietario di Trenica, un’agenzia di marketing, ed è membro del consiglio direttivo della Loggia dell’Illuminazione n. 313 O: Hoofddorp.

